LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

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LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sandro il Ven Mag 29, 2009 6:43 pm

heilà ragazzi. Son tornado de queste parti. Siccome non gavevo un ca...zzo de far in questi ultimi mesi me son ditto ma perchè, visto che non fazo niente, dovessi andar almeno sul forum? e cussì go continuado a non far niente.
Bene, come gavevo promesso xe rivado el momento de partir con il nuovo topic dedicado esclusivamente al Gruppo Culturale in oggetto.
In questo topic verrà pubblicade le iniziative del gruppo che, voio ricordarlo, xe composto (per ora) da un socio (fondatore) e un presidente (son sempre mi!).
L'esposizione sarà asettica, bipartizan e superpartes e lo spazio sarà utilizzabile solo dagli iscritti.
i commenti, i suggerimenti e le critiche (graditissimi) poderà ovviamente esser espresse ma in altro logo.
Prego tutti de rispettar queste piccole regole.
Dopo questo preambolo pubblicherò la prima lettera che go inviado a segnalazioni e che non so se verrà pubblicada ma comunque questo xe un problem secondario e francamente me ne frego.
Un saludo a tutti.
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1° intervento a "segnalazioni"

Messaggio Da Sandro il Ven Mag 29, 2009 6:52 pm

Il gruppo culturale di recente formazione “La vita è come via Ginnastica” ha, quale principale obiettivo, quello di essere un viatico comunicativo per gli iscritti che vogliono dar voce ai loro pensieri, non necessariamente di dissenso, e che ritengono che la memoria sia il progresso e l’oblio l’eutanasia dello sviluppo. L’indole apolitica del gruppo consentirà di mantenere un profilo trasversale rispetto a ideologie contrapposte che aimè impregnano ogni aspetto della nostra vita. Dopo il dire verrà il fare e saranno intraprese delle iniziative che cercheranno di alleviare, migliorare e/o risolvere, almeno in parte, situazioni di disagio, di sofferenza, di mancanza di amore che caratterizzano la società moderna.

Come piccolo atto iniziatico affronterò un argomento spesso trattato e mai risolto e che, oltre al disagio e al disgusto, genera disamore verso gli animali. Mi riferisco alle deiezioni canine che punteggiano i nostri marciapiedi.

Ho visto, proprio in questo periodo, i manifesti di sensibilizzazione sociale affissi sui muri della città. Da questi ho appreso con sorpresa che il mio cane produce ben 80 chili di scarti. A me sembra un po’ tanto visto che la mia bestiolina pesa 6 chili; infatti è come se io, che peso 105 kg, ne facessi una tonnellata e mezza all’anno.

Va bene, qui si parla di statistica e come si sa questa va sempre tenuta in considerazione. Essa regola le nostre vite ed è entrata dappertutto, anche in politica; tant’è che si è giunti al paradosso che la parola Statista non significa più esperto in cose di Stato bensì esperto in statistica (il nostro Premier docet).

Ma rituffiamoci nuovamente nelle deiezioni. È vero, è diventato un grosso problema ma non capisco perché non si riesca a risolvere.

Consideriamo alcuni aspetti conclamati: ormai non c’è nessuno che, visto da altri, non raccolga la cacca del suo cane senza ricevere improperi e quant’altro; di conseguenza quasi tutti “i padroni” portano fuori il loro cane in tarda serata o la mattina prestissimo così da non vedersi obbligati a “tirare su” perché visti.

Se analizzo le mie emozioni quando porto a spasso il mio cane, devo ammettere che il maggior disagio lo provo quando raccolgo e qualcuno mi vede, perché inconsciamente immagino il senso di schifo che lo spettatore prova nel vedermi fare il gesto. Effettivamente il gesto in se non è il massimo ma alla fine ci si sente più civili e più giusti. È proprio questo errato senso di vergogna nei confronti degli altri che mi mette a disagio e mi spinge a portare a spasso il mio cane le ore tarde.

Quando invece sono solo e nessuno mi vede non ho assolutamente nessuna difficoltà a raccogliere e non mi capacito al pensiero di essere l’unico a vederla in questo modo stante il fatto che tutti gli altri possessori di cani quando non visti fanno esattamente il contrario.

In ogni caso, solo o in compagnia, la mattina, a mezzogiorno o la sera io, l’esercizio del raccogliere, lo eseguo fino i fondo.

Ma allora diciamocelo: quelli che fischiettando lasciano la placca a terra, sono degli ipocriti! Vogliono farci credere di amare i cani perché ne possiedono uno ma in realtà fanno di tutto affinché la gente, disgustata dallo stato dei nostri marciapiedi, giunga ad odiare e disprezzare questi meravigliosi amici dell’uomo.

Ma perché li comprano? Ma perché se li prendono in casa se poi non sono in grado di garantire loro nemmeno un contesto civile nel quale vivere.

Ma quando la notte tarda questi zoticoni camminano in silenzio, rasenti i muri per non dare dell’occhio e vedono il loro cane che molla la patacca e, dopo essersi guardati intorno più volte, tirano dritti senza raccogliere, cosa pensano di loro stessi? Non provano almeno un po’ di vergogna? Non pensano a cosa questo gesto provoca nei pensieri altrui? Non pensano che quel “non gesto” fa più male alla bestia che portano al guinzaglio di quanto glie ne avrebbero fatto se l’avessero lasciato dove era?



G.C. -LA VITA E’ COME VIA GINNASTICA-

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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Ospite il Lun Giu 29, 2009 8:10 pm

Caro Sandro

Dimmi se la siuazione ora ti sembra migliorata ....si intende in via Ginnastica.

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molto spesso...

Messaggio Da fabio de grandis il Mar Giu 30, 2009 12:11 pm

... ne ponemo obiettivi troppo alti... e non raggiungerli xè sempre fonte de frustrazion...

sognar de viver in un mondo senza furbetti del quartierino... xè e resterà un ideale... dar el bon esempio NO paga mai!!!

quindi... suggeririsso... no solo de far cagar el can più tardi... e ovviamente lassarla là... ma se la situazion lo consenti... tirar una vizin... de matina un sacco de zente dirà... cazzo che can educato... el se gà anca forbi' el cul!!!


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2° intervento a segnalazioni

Messaggio Da Sandro il Mar Set 08, 2009 1:21 pm

STRANIERI



Poco tempo fa sono andato in crociera.

Da Venezia a Rodi con la MSC passando per Bari, Pireo, Cefalonia e Dubrovnic.

L’unica escursione guidata alla quale ho partecipato è stata quella ad Atene e diretta ovviamente al Partenone. E’ stata una esperienza interessante.

Ciò che mi è rimasto più impresso di quanto raccontato dalla gentile guida è stato il riferimento al periodo Aureo e all’imperatore Pericle che l’ha generato e condiviso con i suoi sudditi.

Una persona illuminata che grazie al suo amore per l’uomo e la sua arte, ci consente ancora di ammirare una delle più grandi e potenti concentrazioni di arte del mondo: il Partenone appunto.

Pericle aveva aperto le porte di Atene a tutti, anche ai peggiori nemici, all’unica condizione che chiunque avesse deciso di vivere in quella città avrebbe dovuto esprimere, con il pensiero e i gesti, la voglia di vederla prosperare nell’intelletto, nell’arte e nel commercio affinché tutti raggiungessero l’eguaglianza nell’agiatezza.

Ergo che Pericle è stato il primo e più grande antieuropeista della storia.

Credo che anche i grandi padri dell’UE, immaginassero una grande nazione formata da popoli di lingue e culture diverse ma senza squilibri, senza disuguaglianze sociali, etiche e morali.

Allo stato delle cose l’Europa, così come è conciata ora, non è altro che la dimostrazione del fallimento di quell’ideale. Si sono stanziate negli anni ingenti somme di denaro per equiparare il sistema legislativo, della pubblica amministrazione e della tutela ambientale dei paesi pretendenti, al nostro. E cosa ne è stato del sistema retributivo, sanitario, assicurativo, assistenziale ecc? Non è stato fatto nulla cosicché una volta formalizzata l’adesione alla UE dei paesi in via di sviluppo è cominciato un flusso migratorio, legalizzato senza paragoni, una vera e propria colonizzazione.

I motivi che hanno spinto centinaia di migliaia o forse milioni di persone ad abbandonare il loro paese per insediarsi nei nostri non sono certo quelli necessari ad instaurare quel processo che Pericle si auspicava avvenisse nella sua Atene.

Chi lavora nel settore sa che i contributi e/o deduzioni che un lavoratore riceve per un figlio ed un coniuge a carico, equivalgono a più della metà di uno stipendio medio/alto percepito in un paese dell’Est. Gli stranieri dove troverebbero un sistema sanitario così avanzato rispetto al loro? E gli infortuni? Nel loro paese sarebbero così tutelati?

Guarda caso, i cittadini stranieri, sono tutti espertissimi e profondi conoscitori di queste opportunità e le recenti agevolazioni alle famiglie andranno quasi esclusivamente a beneficio dei “nuovi europei uniti”.

In fin dei conti basta domandarsi perché non ci sono sul nostro territorio Greci piuttosto che Spagnoli, Tedeschi o Sloveni e si hanno tutte le risposte.

Ma tutto ciò quanto ci fa bene ? Quanto sarebbe felice Pericle di vedere ora l’Italia, se fosse la sua nazione? Direi ben poco.

C’è poi l’aspetto culturale che pesa più di ogni altro sulla vita di tutti noi.

Usi e costumi, tasso di civiltà ed educazione diversi, incidono quotidianamente nel vivere comune e le leggi quanto tutelano chi questi disagi li subisce? È vero, forse tra 10/15 anni, a completamento di un inevitabile processo di integrazione, in cui i figli di stranieri cresceranno e matureranno nelle nostre regole, il processo di equiparazione si potrà dire concluso ma fino ad allora chi sopporterà i disagi? Chi pagherà le conseguenze? Noi!
Chi non ha avuto un vicino di casa italiano, al piano di sopra, che fa confusione trascinando sedie, usando gli zoccoli in casa o battendo la macchinetta del caffé sul lavandino alle 14.30 di ogni pomeriggio? Di fessi del genere c’è ne sono tanti in ogni paese.
Ma quando si fa un trasloco all’una di notte, quando si sputa, si buttano le cartine delle caramelle e cicche di sigaretta per le sale oppure quando si vomita per le scale e non si pulisce, quando si vive in un contesto promiscuo, in due famiglie nello stesso appartamento con figli minori, allora questa non è questione di essere o non essere fessi, questa è questione di cultura, di educazione e di rispetto della propria persona in primis e poi di chi ti sta vicino. Certi estremi non appartengono alle nostre esperienze e sono certo che se lo fanno degli stranieri è perché l’idea che ci sia il prossimo con dei diritti inalienabili da rispettare, non appartiene alla loro cultura ed alla loro educazione e questo mi spaventa molto.
Io sono stato emigrante in tempi in cui l’italiano era “hairy chest and big medallion” o quando all’estero dicevano che le macchine italiane avevano 5 marce: 1 avanti e 4 retro. Sono stato anche lavoratore all’estero e non è mai stato facile. Ho fatto anche lavori molto umili ma, con me, ho sempre portato un bagaglio culturale che mi ha consentito di chiudere qualsiasi gap in un batter d’occhio e di vedermi in breve tempo trattato e rispettato alla pari dei cittadini autoctoni. Ho portato anche con me l’educazione che i miei genitori mi hanno insegnato ed il rispetto negli altri che viene principalmente da un insegnamento cattolico che non è sempre da buttare.

Se i nostri Statisti nel formare l’Europa avessero anteposto ad un atto formale e scenografico uno sforzo reale per creare e stabilire una vera e completa eguaglianza tra tutti i paesi membri, ora ci sarebbe veramente un’unica nazione e ognuno di noi, anziché pagarne le conseguenze ne godrebbe appieno i benefici.
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ciao Sandro...

Messaggio Da fabio de grandis il Mer Set 09, 2009 11:59 am

... bentornato!!!

se dovessi riassumer con un immagine, quel che te gà esposto... diria cussì...

pensa de rivar ad una grigliata in campagna... e de veder una accozzaglia de gente imbriaga che ruta come porchi e scovazze e vanzumi dappertutto... e ti che te disi...

" ciao muli... ecco l'accendin... impizemo la griglia?"

no so se me spiego... anche se le tue xè sicuramente considerazioni inoppugnabili e più che valide... credo che no sia restà molti disposti a sentirle e condividerle nei fatti!!

e quindi??

E QUINDI GHIGLIOTTINA!!!

cicio

p.s. anche perchè de guance ghe ne go' solo due... e ormai me tocheria porgerghe el culo... no me par una bona idea!!
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GHIGLIOTTINA ????

Messaggio Da Sergio il Mer Set 09, 2009 6:47 pm

fabio de grandis ha scritto:... bentornato!!!

se dovessi riassumer con un immagine, quel che te gà esposto... diria cussì...

pensa de rivar ad una grigliata in campagna... e de veder una accozzaglia de gente imbriaga che ruta come porchi e scovazze e vanzumi dappertutto... e ti che te disi...

" ciao muli... ecco l'accendin... impizemo la griglia?"

no so se me spiego... anche se le tue xè sicuramente considerazioni inoppugnabili e più che valide... credo che no sia restà molti disposti a sentirle e condividerle nei fatti!!

e quindi??

E QUINDI GHIGLIOTTINA!!!

cicio

p.s. anche perchè de guance ghe ne go' solo due... e ormai me tocheria porgerghe el culo... no me par una bona idea!!

CIO Cicio ma che azzo sè sta "GHIGLIOTTINA" una pilotina per ghiri forsi?
De sti tempi a Trieste serviria una CINGHIOTTINA cusi imbarcasimo tuti i cinghiai che grufola fra le case e ghe li mandemo a Ghedaffi, tanto lui con la scusa dell'Islam no pol gnanche magnarseli.
E per quanto riguarda el discorso de porger el culo vara che xe autorevoli opinionisti ( anche porporati) che lo considera un passatempo molto gratificante. Ma su questo podesimo verzer un altro topic
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L'inutile pitale

Messaggio Da Ciacio il Mer Set 09, 2009 10:15 pm

Non son in grado de approfondir la citazion sul migrante educato opposto al migrante maleducato.
Bisognassi chiederghe al Ku Kux Klan , ai belgi , ai svizzeri e a tutti quei che , nel secolo scorso ,gà avù rapporti con migranti acculturati , portatori de benessere e conoscenza.

Son invece fermamente convinto che la ghigliottina, menzionada da Cicio , non sia un natante per sorzi pigri .
Credo che el nostro fiammeggiante Biofa intendi quel arnese , costruì da un medico ,per guardar dentro le teste , senza la pericolosa esposizion ai X Ray !

Credo che sia ancora distante el momento de riesumar la gloriosa macchinetta .
Primo perchè dentro a quelle teste , che dovessi esser taiade , troveremo le stesse robe che podemo veder in television , comodi in poltrona e senza bisogno de scagazzar per terra .
Secondo perchè , nonostante la maggioranza delle suddette teste sìa svode , .. nel terzo millennio tutti gà a casa un cesso con el sciaquon . Quindi ,ben poche possibilità de usarle come bucai !

Xè un mondo difficile !



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a mio papà

Messaggio Da Sandro il Mer Mar 10, 2010 10:19 pm

Il mio Vecchio se n’è andato.

Due anni fa, una macchiolina al fegato, scoperta per caso, aveva incominciato a crescere a dismisura rivelandosi un cancro primitivo. Il suo fegato, debilitato da uno stile di vita non troppo attento all’alimentazione e condizionato dall’esperienza post bellica in cui nulla andava sprecato, soprattutto il cibo, non aveva resistito lasciandosi avvinghiare dal male. È cominciato così un percorso di contrasto al tumore, visto che la guarigione, fin da subito, è sembrata improbabile.
Da noi non ha saputo mai la verità ma credo che, nei momenti di sconforto e solitudine, la immaginasse in tutta la sua crudezza.
Si curava con dovizia e costanza, come del resto faceva anche per le sue magagne senili. Visite periodiche a Tolmezzo, analisi del sangue, urine, TAC. Valentina lo aiutava molto, io un po’ meno incasinato come ero (e sono), mia mamma faceva quello che poteva anche lei con Anna.
L’intervento di epatectomia e poi di chemioembolizzazione per cercare di debellare il male avevano alimentato speranze rivelatesi fuori luogo, generando sofferenza fisica laddove forse no era necessaria. È facile giudicare dopo, in realtà quei tentativi andavano fatti per il suo bene e per le nostre coscienze.
L’epatocarcinoma incominciava a farsi notare anche fisicamente; un’escrescenza sempre più grande si sviluppava sotto la pelle in prossimità del fegato fino a diventare grande come un piccolo melone. Lui se la toccava spesso e qualche volta cercava di esorcizzarla scherzandoci sopra e muovendola a mo di palla.
L’ho immaginato spesso, nelle sue notti insonni e solitarie, mentre, guardando il buio del soffitto, accarezzava e parlava a quell’essere indesiderato che cresceva nella sua pancia, come si fa ad un figlio illegittimo, con parole di rifiuto ma anche d’amore.
“lo so che son’io che ti ho voluto; lo so che sei il frutto del mio passato e del mio piacere ma adesso vattene, lasciami in pace, fa che io possa dormire di nuovo sereno”.
Le sue preghiere però non davano risultato e così, esausto, cominciava ad imprecare e rigirarsi nel letto fino a conquistare nuovamente qualche minuto di sonno.
Il cancro l’ha asciugato lentamente portandosi via cinquanta dei cento e passa chili che aveva, lasciandogli solo pelle, ossa ed anima.
È stato con la scoperta del male che mi sono definitivamente riavvicinato a lui.

Il mio Vecchio se n’è andato.
Il nostro non è mai stato un gran rapporto. Non ha aiutato l’infanzia passata lontano da casa, tra parenti e istituti, a causa dei fratelli che arrivavano con una frequenza impressionante ed interminabile, mettendo in crisi la gestione famigliare in tutti i suoi aspetti. Con la pubertà il riavvicinamento a casa ma il cambio traumatico di residenza di tutta la famiglia, non ha migliorato la situazione.
E poi i quattordici anni, un’età difficile in cui scoppiano pulsioni ed emozioni forti, in un periodo come il ’68 in cui “ribellione” era la parola d’ordine. La prima occupazione del liceo Oberdan nel 68. La bocciatura, la grande occupazione del Nautico nel 69 con portualini e ordinovisti che si avvicendavano quotidianamente all’uscita di scuola.
Tutto ha contribuito ad allontanarci o meglio a non far mai partire il nostro rapporto.
Anche dopo il ricongiungimento di tutta la famiglia a Trieste, la sua figura in casa è mancata a causa dei trasferimenti che accettava per poter fare un po’ di carriera e guadagnare un po’ più di quel danaro che non bastava mai.
Il periodo di leva in Accademia a Livorno ha sancito la rottura definitiva. Le continue e reciproche incomprensioni, le parole, le lettere, i rinfacciamenti e recriminazioni assieme ad una nuova autonomia finanziaria mi avevano definitivamente allontanato da casa; avevo vent’anni quando con la mia valigia ho chiuso la porta di casa dietro la mia giovinezza. Eppure io mi consideravo uno tranquillo; non capivo perché fossimo arrivati a quel punto. In fin dei conti ero sempre stato un figlio “normale”. Ero stato bocciato un anno e poi sempre liscio senza neppure un esame fino al diploma; non mi drogavo, non bevevo, non rubavo ne facevo il magnaccia. Con il vizietto delle prime cicche avevo incominciato a lavorare d’estate durante le vacanze scolastiche ed avevo continuato ogni estate successiva per tutti i cinque anni delle superiori. Mi pagavo i vizietti ma anche le spese scolastiche e forse anche quelle dei miei fratelli.
A diciotto anni non avevo chiesto motorini ne macchine anche se i soldi che guadagnavo d’estate mi avrebbero consentito di comprarli; preferivo destinarli alle esigenze famigliari. Di proseguire con l’università non si era mai accennato. Cosa c’era che non andava in me e che aveva portato a quella rottura? Dove avevo sbagliato?
Io continuo a non saperlo e la sua risposta non la saprò mai.

Il mio Vecchio se n’è andato
Da figlio egoista non posso dire che sia stato un gran padre. Non ha partecipato molto alla nostra educazione se non attraverso il timore che incuteva con la sua mole e che ci spingeva a seguire le regole della famiglia. Per bisogno e per diletto era spesso assente dalla quotidianità famigliare delegando sempre a mia madre il ruolo di educatrice per poi, alla prima occasione, rinfacciarle gli scarsi risultati.
Come detto ero spesso parcheggiato da parenti lontani o in qualche collegio per cui, soprattutto più piccolo, quando tornavo a casa e mi capitava di salire su in paese tenendo la sua mano, avevo paura di chiamarlo “papà” temendo una risposta negativa “ti sbagli piccolo non sono io il tuo papà”. Così tiravo delicatamente il braccio al quale ero appeso cercando di attirare la sua attenzione per poi non dire nulla ed accontentarmi del suo sguardo.
Ciò nonostante, quando tra amici, mimavamo i cacciatori nei nostri giochi estivi, con fucili fatti di stecchi, io mi facevo chiamare Nello, come lui e incedevo fintamente, con il suo passo pesante fra le cappellette del Calvario alla ricerca di un capriolo immaginario con il mio fido cane Jerò.
Era il mio papà e non c’era persona al mondo a cui avrei voluto assomigliare di più.
Io ho sbagliato a non capire che anche lui mi voleva bene, che se non riusciva ad essere affettuoso era perché nessuno gli aveva insegnato ad esserlo, che anche lui era cresciuto lontano dai suoi genitori e forse non si sentiva degno di esserlo a sua volta.
Poi con la maturità e l’esperienza tante cose hanno assunto fisionomie diverse e tanti dubbi sono diventati delle certezze. La consapevolezza che le persone sbagliano, ma non per questo bisogna ucciderle e che se lo fanno non è per cattiveria ma probabilmente perché hanno subito le stesse esperienze.
Un percorso di crescita personale mi aveva portato a chiedergli scusa per aver mancato come figlio senza aver però mai perso l’amore per lui.
Era servito a riallacciare il nostro legame ma non a farlo decollare.
Solo con la malattia siamo finalmente diventati un padre ed un figlio. Ci sentivamo, ci chiamavamo, mi chiedeva come sta Alice e come sta Paolo, il mio primo ed unico genito, l’ultimo dei Razza.
Un giorno, dopo una lunga telefonata, mi ha salutato dicendomi “ciao amore”.
Avevo cinquantacinque anni e quello era il tempo che avevo aspettato quella frase. In un attimo, ho visto passare nella mia mente tutti i momenti tristi, le sofferenze, la rabbia e la vergogna che avevano caratterizzato il nostro rapporto; poi piangendo mi sono detto “ne è valsa la pena. Oh si, ne è valsa proprio la pena”.

Il mio Vecchio se n’è andato
Fuori il vento soffia a 150 chilometri all’ora e sembra portarsi via tutta la polvere depositata sui ricordi. Ricordi che affiorano nitidi come fossero di ieri. Il mio vecchio se n’è andato e mi ha lasciato un anello e quattro fucili, portandosi via una parte di me.
La sua malattia gli ha dato il tempo di saldare i suoi conti, soprattutto con la sua coscienza e con i suoi cari ai quali aveva tolto quell’attenzione che il parroco, durante la funzione funebre, ha riconosciuto in lui come una qualità rivolta verso gli altri.
La sua malattia ci ha dato il tempo di saldare i nostri conti con lui, preparandogli una morte dignitosa, nel suo letto, durante un ultimo sonno incosciente, circondato dall’amore.
Se avrà visto il funerale dall’aldilà, sarà rimasto sicuramente contento; c’erano tutti gli amici, gli alpini, i cacciatori, il gruppo folkloristico, il sindaco Sergio. La chiesa era gremita come a ferragosto quando rientrano tutti gli emigranti. Tutti erano commossi e attraverso i loro occhi abbiamo visto di cosa era capace nostro padre. Poi la tromba a suonare il silenzio mentre lo facevano scendere nella tomba. Il cimitero tutto pieno e il mio cuore troppo vuoto.
In tutti questi giorni le lacrime hanno stentato a scendere ma forse ora mi concederò di farlo, non prima di esortarvi ad andare da vostro padre, se l’avete vivo, a dirgli che gli volete bene oppure, se non l’avete più, di portare un fiore sulla sua tomba.



Il mio Vecchio se n’è andato e non tornerà più.
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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sergio il Gio Mar 11, 2010 8:07 pm

grazie amico di aver condiviso con mè queste bellissime parole sappi che ti sono vicino e mi hai toccato il cuore.

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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Ciacio il Gio Mar 11, 2010 9:57 pm

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I nostri genitori.

Messaggio Da Ospite il Gio Mar 11, 2010 10:51 pm

Ciao amico
MI DISPIACE.
ti ringrazio davvero per avermi fatto riflettere in merito.
Oggi pomeriggio, sulla spinta delle tue considerazioni, ho sentito il bisogno di avvicinarmi di più al mio Papi e alla mia Mami e li ho coccolati con godimento.
L'intervallo di tempo intercorso è stato senz'altro piccolissimo, ma le sensazioni sono state veramente intense, intime e uniche; sentimenti che toccano solamente la sfera del nostro "nucleo-famiglia", e .....non è poco.
Thanks

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3° intervento a segnalaioni

Messaggio Da Sandro il Sab Mag 29, 2010 12:23 am

Chissà come, chissà perché mi trovo a dover disquisire sempre di cani ed in particolare delle loro deiezioni. Ho letto l’articolo apparso recentemente sul Piccolo e che riguardava la zampetta alzata dai cani in prossimità di ruote di macchina e di motorini, aiuole pubbliche, portoni privati, muri, pali della luce, alberi e della multa di € 300 che provocherà, avverso il proprietario/amico della bestia.

La prima cosa che mi viene da pensare è che questo tipo di regole hanno il retrogusto del Berlusconiano agire. Infatti il nostro mèntore, spesso, con l’intento di raggiungere determinati risultati o non meglio definiti principi, mira a privare una parte di cittadini di alcune libertà e/o diritti. In realtà i governanti locali non vogliono che teniamo cani ed allora promulgano leggi che, in nome della pulizia e del decoro, consentono loro di ottenere ciò che vogliono.

E’ vero, c’è una gran parte di “padroni” che non raccoglie la cacca dei loro cani, ma non c’è nessuno che va i giro a dare multe il più possibile salate.

È altrettanto vero che a qualche persona può dar fastidio constatare che un cane ha fatto pipì sulla ruota della sua auto…… bella sporca di grasso, smog, polvere di ferodi, polveri sottili ecc.

Non dimentichiamoci poi che molti inquilini lamentano, giustamente, l’abitudine dei cani di marcare il territorio proprio sugli stipiti dei loro portoni, e protestano mentre spengono la cicca a terra prima di entrare in casa.

Vogliamo poi parlare dello stato di sporcizia e degrado in cui versano tutti i marciapiedi e le strade diverse dalle Rive e da Piazza Unità? Se va bene vengono spazzate una volta l’anno; sono dei veri e propri cessi ed in un cesso cosa volete che uno ci lasci?

Ad onor del vero ci sono tanti spazi attrezzati dove poter portare i cani a spasso per cui, visto che per strada le bestie non si possono più portare (è evidente!) ripiegheremo in uno degli innumerevoli giardini dedicati ad essi.

Ma io non demordo così ho deciso: domani vado in un concessionario e mi compro un’Ape Piaggio e nel cassone ci metto nell’ordine un guinzaglio, una museruola, un pochi di sacchetti di plastica, guanti usa e getta, paletta, scopino, secchiello, un secchio con acqua (almeno ½ litro) e detersivo, un secchio con acqua per il risciacquo, spugna, spruzzino profumo. Inoltre mi faccio costruire da un artigiano una struttura in lega di carbonio tipo trimarano da legare sul dorso del cane in modo che lo obblighi a camminare al centro del marciapiede e gli impedisca di addossarsi sia al muro delle case che alle ruote delle macchine parcheggiate. Naturalmente dovrò assoldare un autista che mi segua con l’Ape mentre faccio sgambare la bestia. Se per caso il canide dovesse riuscire a sporcare, nonostante gli accorgimenti, procederei alla pulizia del bisogno ed anche a quella dei vetri del portone o della macchina coinvolti dal rilascio.

Credo che un Tizio, alcuni millenni orsono abbia accostato gente senza peccato e pietre e, se non ricordo male, abbia parlato anche di tombe pittate di bianco (Matteo 23,27). Credo che quelle parole qui ci stiano proprio a fagiolo e penso che, invece di inventarsi stupidaggini, sarebbe meglio che ognuno di noi facesse la propria parte lasciando in pace i cani.



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..a volte ..

Messaggio Da Ciacio il Sab Mag 29, 2010 1:38 pm

..penso a quanto son fortunà de viver in Europa !







Ottima anche l'idea dell'apa,





podessimo venderghe el nostro know-own al comun de Lignano.






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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sandro il Gio Giu 03, 2010 12:13 pm

Sandro ha scritto:Chissà come, chissà perché mi trovo a dover disquisire sempre di cani ed in particolare delle loro deiezioni. Ho letto l’articolo apparso recentemente sul Piccolo e che riguardava la zampetta alzata dai cani in prossimità di ruote di macchina e di motorini, aiuole pubbliche, portoni privati, muri, pali della luce, alberi e della multa di € 300 che provocherà, avverso il proprietario/amico della bestia.

La prima cosa che mi viene da pensare è che questo tipo di regole hanno il retrogusto del Berlusconiano agire. Infatti il nostro mèntore, spesso, con l’intento di raggiungere determinati risultati o non meglio definiti principi, mira a privare una parte di cittadini di alcune libertà e/o diritti. In realtà i governanti locali non vogliono che teniamo cani ed allora promulgano leggi che, in nome della pulizia e del decoro, consentono loro di ottenere ciò che vogliono.

E’ vero, c’è una gran parte di “padroni” che non raccoglie la cacca dei loro cani, ma non c’è nessuno che va i giro a dare multe il più possibile salate.

È altrettanto vero che a qualche persona può dar fastidio constatare che un cane ha fatto pipì sulla ruota della sua auto…… bella sporca di grasso, smog, polvere di ferodi, polveri sottili ecc.

Non dimentichiamoci poi che molti inquilini lamentano, giustamente, l’abitudine dei cani di marcare il territorio proprio sugli stipiti dei loro portoni, e protestano mentre spengono la cicca a terra prima di entrare in casa.

Vogliamo poi parlare dello stato di sporcizia e degrado in cui versano tutti i marciapiedi e le strade diverse dalle Rive e da Piazza Unità? Se va bene vengono spazzate una volta l’anno; sono dei veri e propri cessi ed in un cesso cosa volete che uno ci lasci?

Ad onor del vero ci sono tanti spazi attrezzati dove poter portare i cani a spasso per cui, visto che per strada le bestie non si possono più portare (è evidente!) ripiegheremo in uno degli innumerevoli giardini dedicati ad essi.

Ma io non demordo così ho deciso: domani vado in un concessionario e mi compro un’Ape Piaggio e nel cassone ci metto nell’ordine un guinzaglio, una museruola, un pochi di sacchetti di plastica, guanti usa e getta, paletta, scopino, secchiello, un secchio con acqua (almeno ½ litro) e detersivo, un secchio con acqua per il risciacquo, spugna, spruzzino profumo. Inoltre mi faccio costruire da un artigiano una struttura in lega di carbonio tipo trimarano da legare sul dorso del cane in modo che lo obblighi a camminare al centro del marciapiede e gli impedisca di addossarsi sia al muro delle case che alle ruote delle macchine parcheggiate. Naturalmente dovrò assoldare un autista che mi segua con l’Ape mentre faccio sgambare la bestia. Se per caso il canide dovesse riuscire a sporcare, nonostante gli accorgimenti, procederei alla pulizia del bisogno ed anche a quella dei vetri del portone o della macchina coinvolti dal rilascio.

Credo che un Tizio, alcuni millenni orsono abbia accostato gente senza peccato e pietre e, se non ricordo male, abbia parlato anche di tombe pittate di bianco (Matteo 23,27). Credo che quelle parole qui ci stiano proprio a fagiolo e penso che, invece di inventarsi stupidaggini, sarebbe meglio che ognuno di noi facesse la propria parte lasciando in pace i cani.



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pubblicato il 02/06/2010 - festa della Repubblica (leggermente modificato)...( leggermente ?!?)
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CENSURA

Messaggio Da Ospite il Gio Giu 03, 2010 10:00 pm

CARO SANDRO

VISTI I TEMPI, NON PREOCCUPARTI.
HAI VISTO CHE VOGLIONO FAR 'FUORI' ANCHE LA DANDINI.
SICCOME LA ME XE COCCOLA E BRAVA ANCHE MI GHE DASSI UN COLPO. E TI?
TANTE VOLTE XE MEIO PARLAR DE POTATOES....



BEST CIAO

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Doveri....

Messaggio Da Ciacio il Sab Lug 17, 2010 12:42 am







....e..Piacieri !!







Babàu
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IV° intervento a segnalazioni

Messaggio Da Sandro il Ven Mar 18, 2011 7:36 pm

L’Italia compie centocinquanta’anni. Nel 1861 un manipolo di eroi inconsapevoli l’ha creata, oggi un manipolo di padani tutt’altro che eroi ma consapevoli, sta tentando di disfarla.

In questi giorni il Giappone, la terza potenza economica mondiale, è stato ferito a morte da due minuti di caos. Prima un terremoto devastante, migliaia di volte più forte di qualsiasi terremoto accaduto in Italia, poi onde altissime, come in un uragano di estrema violenza, che si abbattono e spazzano via tutto ciò che si trova sulla costa; infine una centrale nucleare che salta per aria per l’effetto combinato delle due catastrofi, liberando radiazioni letali per decine di chilometri. Migliaia, forse centinaia di migliaia di morti. Un popolo in ginocchio, già toccato dalla storia, che sembra accettare tutto con dignità, forse perché quando piange contrae i muscoli del viso come se fosse un sorriso. Il nostro pensiero corre a loro più volte nella giornata e tutti noi speriamo che questa discesa finisca e piano ricomincino a salire.

C’è anche caos nel Mediterraneo. Popolazioni che più di altre subiscono la crisi mondiale, ammaliate dal luccichio della civiltà occidentale, si ribellano a vecchi e logori dittatori di regimi feudali che vengono attaccati, a volte deposti. Non danno più un freno neppure quei vincoli religiosi, così radicati in quei territori, che prima riuscivano a mantenere bassa la tensione interna tra quelle genti così bistrattate. In questo stato di cose anche il terrorismo Islamico sembra perdere il suo humus vitale e non si sa cosa potrebbe derivarne.

C’è caos anche nella nostra società; è cambiata, non esiste più il senso di appartenenza,la morale, la solidarietà, il prossimo, il rispetto, la dignità, la coerenza, i sentimenti; contano solo sete di danaro, fama e potere. Ci hanno corrotto la testa con la televisione che ci propone la mercificazione dei sentimenti condita da una psicologia spicciola da bottegaia; ridicolizza quotidianamente persone anziane che davanti alla telecamera espongono senza difese i loro vizi e le loro debolezze; esalta il gossip e il voyeurismo imprigionando personaggi da scuderia in gabbie dorate o in isole deserte, seguendoli con l’obiettivo in ogni dove, anche nell’esercizio delle loro funzioni corporali. Giovani talenti che si impegnano in una scuola apparentemente seria per poi essere esaminati e giudicati dal televoto. Il fine è il danaro, l’essere riconosciuti per strada, fare serate in discoteca o semplicemente essere invitati alla corte di Arcore; Il mezzo è la TV

C’è anche caos nella nostra politica che, per pura coincidenza, è capitanata dalla stessa persona che comanda la televisione. Abbiamo un primo ministro settantaquattrenne che, sposato due volte e con numerosi figli, invece di passare le sue serate in famiglia con i nipotini, le trascorre in compagnia di una ventina di gnocche, se minorenni meglio, e alla fine della serata, regala a ciascuna di esse qualche migliaio di euro in cambio di nulla ma solo perché ne hanno bisogno. Il nostro capo di governo è anche indagato; dice che da quando è entrato in politica ha subito un migliaio di azioni giudiziarie ma non è escluso che sia entrato in politica proprio per sfuggirne le conseguenze e sembra ci stia riuscendo. Intanto, nonostante i suoi quattro procedimenti penali, si appresta a riformare la giustizia (come se un giocatore di calcio fosse anche arbitro della partita); anche questa è una eccentricità dei nostri tempi. Il nostro premier è un uomo solo, le ultime indagini hanno messo in luce intorno a lui, un sistema di compiacenze, di consensi e di ricatti studiato con lo scopo di mungerne l’immenso patrimonio; persino il fido Emilio, considerato un amico, cercava di spartirsi la torta con il Lele a sua insaputa. Che dire poi dei suoi prodi ministri ed ex tali che pretendono di ritornare ai posti di comando dopo qualche mese di esilio patito per le nefandezze compiute in passato.

Un giorno ho letto che solo attraverso il caos si può ristabilire l’ordine naturale delle cose, ormai sconvolte dall’idiozia antropica. Il caos violento e devastante riporta tutto alle origini cancellando il disordine prodotto dall’uomo.

La nostra sete di benessere, di tecnologia, di sviluppo, la nostra opulenza richiede sempre più energia e allora ecco le centrali nucleari. Andate su internet, guardate quante ce ne sono in Europa. Sono stati fatti degli sbagli e la natura ce lo sta mostrando, non giriamo la testa.
L’avidità di potere ha visto molti popoli soggiogati, prima da re e monarchi e poi dall’eroe che li aveva “liberati” dal tiranno in nome di una libertà che non hanno mai conosciuto. Non ci sarà mai nessun ideale e nessuna dottrina che giustificherà il sopruso sull’uomo e questo prima o poi si ribellerà.

L’egoismo ed il materialismo ci spingono a preoccuparci solo del nostro orticello, a garantirci un domani agiato senza curarci di ciò che accadrà dopodomani. Che cosa ne sarà dei nostri figli se invece di inculcare loro dei principi e dei sentimenti nobili, li spingiamo ad essere cortigiani del potente, insegnandogli che la sola cosa che conta è quello che sembri e non quello che sei veramente. Non c’è religione, non c’è ideale, non c’è ignomigna che riesca a smuoverci da questo perbenismo?

C’è un nesso causale in tutto questo caos che si chiama uomo. L’uomo con i suoi sbagli, con la sua avidità, con la sua indifferenza.

Nel panorama politico italiano non sembrano esserci delle grosse alternative, ma siamo sicuri che ciò che continuiamo a volere alla guida dell’Italia sia veramente un tipo, molto intelligente, molto ricco, un po’ puttaniere, audace, spiritoso, istintivo, molto buono e generoso, anche un po’ guascone e che fa gli affari suoi? Già il sapere ciò che non vogliamo è molto importante! Ci indica il primo passo. Io sono certo che in ognuno di noi c’è sempre la consapevolezza che qualcosa non va e che bisogna cambiare. Pensiamo ai nostri figli, e se non ne abbiamo pensiamo a quelli degli altri; pensiamo al futuro di chi ci seguirà, pensiamo che la nostra esistenza non assume un senso quando andiamo in TV, bensì quando leggiamo nello sguardo di chi ci sta di fronte sentimenti, partecipazione, comunicazione.

Il caos ci da un’opportunità, non sprechiamola.

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Bentornato Sandro...

Messaggio Da fabio de grandis il Dom Mar 20, 2011 10:05 am

Al di la' dell'innegabile conforto che me da scoprir che semo gia in due a sostener le stesse convinzioni, ghe tegno a condivider una verita' che NON sara' smentida dai fatti:

SPRECHEREMO ANCHE QUESTA POSSIBILITA'!!!

... fermo restando che al primo accenno de riflusso dell'onda de merda che sta arrivando inesorabile... scolteremo sterminati cori de peones che dira': "MI GAVEVO SEMPRE DITO!!!" e vederemo luminosi esempi de fighetti in porsche con fighe annesse che no manchera' de far notar de aver scelto per tempo el cavallo giusto...

del resto... se dopo 40.000 anni l'omo ga' ancora bisogno de polizie, giudici e galere per viver in un precario rispetto del prossimo... me par evidente che el problema sta nel progetto de base del genoma umano...

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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Longhi il Dom Mar 20, 2011 10:46 pm

Progetto che, nonostante la dogmatica infallibilità del progettista, risultassi difettoso. Siccome non rivo a concepir un difetto nel hardware, me rassegno ad ammetter un difetto nel software.
Quindi, se i kazzi garbi galoppa nelle praterie del destino dell'umanità, xe colpa solo ed esclusivamente nostra. Siccome però semo in tanti, e la gran parte de noi conta meno del cirilin de una bertuccia, xe molto consolante pensar che i kazzi de cui sopra xe sicuro colpa de un altro, sia costui el tedesco de Roma, el nero de l'America, el beduin o Silvieto nostro. Personaggi dei quali faria anche de meno, ma la consapevolezza che al posto suo podessi capitarme altrettanti bastardi più stronzi de lori calma la mia voia de manifestazioni popolari. De conseguanza, con tacita rassegnazione e malcelata umiltà, mando a cagar tuti e me fazo avanti i pindoli mii.
Resta comunque sorprendente veder che esisti ancora persone, non proprio de sedici ani, che fa girar a tuta forza rodele che mi go staccà e butà via, e la gran parte de tuti se ga dimenticà de gaver.



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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sandro il Lun Mar 21, 2011 12:58 am

Ma non xe bisogno de butar via le rondele, i ne le ga za spanade quasi tute. No rivo a molar, go una creatura devo darghe un esempio; devo mostrarghe che se pol sbaiar (e mi go sbaiado nel '92) ma anche cercar de rimediar l'errore.

PS.:
go usado il termine "terrorista" con intenzion puramente lessicale e non certo per dar una conotazion politica alla mia frase. Personalmente credo che la lotta politica violenta, anca se "umanamente" comprensibile in certi contesti, xe sbaiada perchè quasi mai palese e diretta.
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Però..

Messaggio Da Ciacio il Lun Mar 21, 2011 10:05 pm

...oltre a esser poco palese e quasi mai diretto , quel che vien usualmente indicà come terrorismo islamico gà anche un'altra caratteristica : El provien sempre da paesi con petrolio o gas.
Per combatter el terrorismo le grandi potenze , anzi la grande potenza xè intervenuda in Afghanistan , in Irak ,in Libya , e stà tentando in tutti i modi de andar in Iran , sempre in missioni umanitarie e per salvar i civili.

Nel nostro lessico , el terrorista xè maomettan e cattivo come la peste .
Se el petrolio i lo trovava in Australia , sicuramente i terroristi sarìa stài aborigeni o maori ..e per salvar i canguri e i koala l'alleanza atlantica gavessi speso miliardi de dollari in bombe , razzi e sprazzi.
Creder che un iraken quando el fà saltar una camionetta della Nato a Baghdad sia un terrorista ....me vièn difficile , stesso discorso per un afghan che sè comporta nella stessa maniera a Kabul .
A pensarla cussì , sè fanculizza figure come Pietro Micca , Oberdan e tutti i Carbonai ..sempre mariuoli... ma a casa sua.

Credo che el vero terrorismo sìa aver una portaerei atomica in golfo , con tanti missili anche atomici a bordo e andar a dormir sperando che domani mattina el tuo giardin non sia un cratere atomico . Magari esser contento che durante la notte tè xè rivà sul testòn.. solo un centinaio de missili non atomici.

Te gà notà che non esisti più terroristi europei ?
Che i lì gabbi ciapài tutti ??
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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sandro il Lun Mar 21, 2011 11:47 pm

so come te la pensi e per certi versi nissun come un idealistcattorettoric e aggiungo mona quale il sotoscritto pol esser d'accordo con ti.
Intendevo dir che se gavessi dito patriota o martire islamico nissun gavessi capì el mio dicorso. Volevo esprime l'idea che la situazion xe resa ancora più instabile dalla preunta perdita de appeal de un movimento forte come quello islamico (fondamentalista ???!???).

Una considerazion politica invece. non go nessuna difficoltà a capir i sentimenti de quele persone, ne go de più ad accetar i metodi anche se de reazione. me lassa perplesso a volte l'esiguo numero de adepti impegndi in questa lotta, segno questo che de pavidi xe pien el mondo e non solo l'italia. La storia ne insegna infine che le conseguenze porta comunque e sempre ad altre opressioni e che il petrolio lo vendi sempre quei due o tre e non la povera gente.

Non chiederme de propor un'alternativa, non la so e non go alba dove trovarla, ma dela serie "za saver quel che non te vol xe un primo passo" aspetto che forsi un giorno me se impiza la lampadina

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Geniooooo !!!!!!!

Messaggio Da Ciacio il Mar Mar 22, 2011 1:42 am

Non servi spiegarse , iera solo per per far un poca de conversazion !!
Te me conossi , te sà che non gò mai avù nànche una riodela in ordine , anzi confesso che Pietro Micca mè stà sul .zzo!
Se non iera per el dinamitardo , a stà ora la famiglia Agnelli parlava francese , ingrumava cagoie e Marchionne sarìa stà reponsabile de un allevamento de rane , magari al Lingotto vigniva inscatolai fegati d'oca e col caffè invezze de Stravecchio bevevimo vero Cognac.

Gò solo ciòlto un spunto dalle tue segnalazioni.
Qualche volta xè più forte de mì , come .. Hosnia con Jampa !
Certo però che voi montanari sè permalosi come simie !





P.S: gò pena visto la carica de 101 , chi sà cos'chè iera in quel mastellon che casca Crudelia De Mon ?


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Re: LA VITA E' COME VIA GINNASTICA

Messaggio Da Sandro il Mar Mar 22, 2011 5:45 pm

non iero in stato de permalosìa avanzada anche se me lo riconoso come difeto. Lego e ascolto sempre con grande interesse quel che te disi, segno de una grande stima e de un'istintiva simpatia nei tuoi confronti per cui il tuo parere xe importante e non voio essere frainteso (ma solo per un'esigenza personale).

Per il resoto cascar in un mar de cagoie ... beh, una volta l'anno proveria volentieri perche me piasi sazio.
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